La filiera dell'indice
L'ordine del racconto di questo sito, e il modo in cui ogni approfondimento si affianca al proprio capitolo, non sono stati stabiliti in anticipo per poi essere riempiti di prove in un secondo momento. Il lavoro è partito dalla documentazione e si è allargato da lì, perché la struttura seguisse ciò che si conserva davvero e non un'idea preconcetta di come dovesse andare la storia.
Si è cominciato con un compendio: una lettura automatica dell'intera documentazione, compattata in un unico file sul quale il redattore potesse lavorare. Da quel compendio sono nati due indici indipendenti, scritti ciascuno da un redattore diverso che lavorava da solo, così che i punti ciechi di un singolo redattore non decidessero in silenzio la struttura. Una serie di decisioni scritte ha poi fuso i due testi, stabilendo caso per caso quale scelta mantenere e perché. L'indice unificato è stato sottoposto a quattro cicli di revisione con Codex e ad altre revisioni dell'orchestratore; le osservazioni sono state ordinate per importanza e registrate. In seguito si è lavorato ai titoli, anche se i nomi delle epoche che oggi si leggono sul sito sono stati scelti dal titolare. Altre correzioni sono venute dalle sue osservazioni e sono state conservate insieme alle versioni intermedie.
Il controllo dell'indice applica un contratto strutturale preciso. Un rimando dell'indice che non punta a una voce realmente presente nella documentazione non supera la verifica. Ogni dato registrato deve trovare posto nel piano, così che nulla di ciò che il progetto ha annotato resti fuori dalla mappa. Gli spazi destinati alle immagini devono contenere materiale visivo. Ogni capitolo di epoca ha bisogno di una propria colonna di prove. Nessuna sezione può avere più di due approfondimenti affiancati. E nessun approfondimento può essere fissato a più di quattro sezioni, perché i margini non sommergano il racconto. Un dato soltanto probabile deve essere segnalato come tale. Ogni parte del piano che nomini una persona vivente tra le proprie entità deve riportare la regola che stabilisce in quali termini quella persona può comparire.
Ciò che la filiera lascia dietro di sé conta quanto ciò che produce. Bozze, decisioni e cicli di revisione restano nei file di lavoro del progetto anche dopo che esiste la versione successiva: si conservano a rendiconto del progetto stesso e non vengono pubblicati con il sito. La struttura del sito è il risultato di quei passaggi. Chi dispone di quei file di lavoro può ricostruirla, passo dopo passo, dalla pagina finita fino alla documentazione da cui è nata.